JOURNEY TO DHAMMA

JOURNEY TO DHAMMA
In VIaggio lungo l'HIMALAYA e oltre alla scoperta Dell'agricoltura naturale e nomadica. Serching the nirvana of NO Time, NO Space! RICETTE, IMMAGINI E RACCONTI DAL MONDO!

mercoledì 8 aprile 2009

seguendo....

e poi queste mie parole cosi' astratte cosi difficili e sottili.
confronto con l'amica roberta che mi ricorda della realta' in cui vive l'europa
io forse troppo lontano per comunicare in vero. ma provero'
non denigro il lavoro e l'impegno di chi lotta per un futuro migliore....che poi diventa infine azione presente, e quindi e' presente, diretto al futro
adelante
ma non mi assumo l'impegno di una lotta al gigante dell'odio
anche se lo lotto
piantando fiori e idee
creando energia
che credo piu forte di tutto
e ne ho le prove
che a me hanno convinto
bisogna essere pronti
ognuno con le sue storie e i suoi passi nel suo punto
incontriamoci per strada
e il mio messaggio rimane
ritorniamo alla terra
li solo c'e il presente e il futuro
buttate via tutto
persino me
e trovate voi
a modo vostro
ma il nucleo sara' lo stesso.
ci vediamo la'

pace dei sensi
jonny surrender

1 commento:

Brigantia ha detto...

Oh! mi domandavo dove fossi finito!
E' valsa la pena aspettare!
Jonny mistico!
Mah, non capisco bene dai riferimenti che fai ai nostri discorsi, certo che prob. abbiamo due modi diversi di vedere la stessa cosa. Due modi diversi di essere. Nessuno pretende di andare in giro a combattere giganti, c'ha già provato un povero cristo (!) 2000 anni fa e hai visto che fine ha fatto, anzi l'era di cui parli, l'era dell'Acquario, che è già cominciata, porta proprio leggerezza, mentre gli ultimi duemila anni erano dell'era di Pesci, che sono più pesanti, dove le trasformazioni sono state più sofferte e le religioni monoteiste hanno alimentato atteggiamenti gerarchici (senza offesa per i Pesci!). L'Acquario porta in un certo senso anarchia, perché è assolutamente non gerarchico, libertario, di connessioni rapide (vedi internet), cambiamento facile... speriamo! L'Aquario è la libertà del pensiero, è aria, mentre i Pesci davano ad ogni fatto sociale una dimensione più viscerale, magari profonda e intensa, più radicata, ma anche più sofferta.
Per riprendere il filo, credo che diciamo la stessa cosa perché se non sei eterodiretto ma autodiretto (va mo là!, cioè se fai ciò che ha senso per te e non ciò che in qualche modo suubisci dall'esterno) il lavoro non è un peso, anzi non è nemmeno lavoro, poi è vero che io sono ancora impregnata di quella cultura medievale dell' "ora et labora", ne ho anche parlato con naturopati e personaggi vari "di sapere", i quali sostengono che siamo occidentali e più portati all'azione per cultura, ci viene più facile meditare filando la lana e canticchiando, per dare un'immagine, che non appollaiati su una colonna nella posizione del loto. Poi ci vuole la consapevolezza che l'azione non è mai la tua ma parte di un tutto... è anche un'altro modo di intendere l'arte, non una cosa estemporanea per quanto bella in qualche modo di addobbo secondario, in più rispetto alla quotidianità, oppure parte della quotidianità. Com'era poi nelle società matrilinerari della preistoria europea studiate dalla Gimbutas. L'arte di un tè profumato in una tazza colorata, l'arte di una chiacchierata in una casa accogliente, e credo che su questo ci troviamo. Tu ora stai andando per case accoglienti nel mondo, noi stiamo cercando di costruirne una. La differenza è che non si costruiscono da sole, le case accoglienti, poi si possono costruire col sorriso e con un po' di fortuna (invece che con la sfiga, come noi, che ormai Fantozzi ci fa una pippa, poi ti racconterò! ma il sorriso è imperterrito!), sono due lati della stessa medaglia, in fondo, che si incontrano nella tazza di tè con arte. Ti sembrerà che io non comprenda il positivo del viaggio "on the road", ma anzi, ti (e vi) invidio, come credo molti di noi "rimasti" ma la vita è corta e ognuno compie delle scelte. L'importante è che queste scelte ci soddisfino e che non ci sentiamo incastrati in esse. E' tutta lì la differenza. L'infinito è nell'infinitamente grande o nell'infinitamente piccolo. Ed essere stata lontana dal mio angolo di universo ti giuro è estraniante per me, partire che era ancora inverno e tornare con la natura risvegliata, è stato strano, mi è sembrato di essermi persa qualcosa, nel tuo spazio locale, nel provare a vivere in un luogo come luogo di relazioni biologiche e sociali (bioregionalismo) tu ti senti piccolo come a 5000 metri. Almeno io mi sento così. Tu pensa che per un casino coi voli sono rimasta a bologna, che ero di passaggio, sette giorni invece di cinque, e di quei due in più uno l'ho impiegato anche a spostare delle assi e delle altre cose nel neo-laboratorio... c'era il sole ed era caldo, musica a tutto volume, ero troppo felice! poi mi piace anche stare in spiaggia e contemplare le onde, è ovvio!
MI sono lasciata trasportare, un commento un po' lungO!
Sì qui (anzi, là, a BO) sembra proprio finito l'inverno!