JOURNEY TO DHAMMA

JOURNEY TO DHAMMA
In VIaggio lungo l'HIMALAYA e oltre alla scoperta Dell'agricoltura naturale e nomadica. Serching the nirvana of NO Time, NO Space! RICETTE, IMMAGINI E RACCONTI DAL MONDO!

venerdì 1 ottobre 2010

I N D I A

L'uomo accolse i due pellegrini sulla sommita' del tempio. Un palazzo costruito sul fianco della montagna, scale collegavano i piani in ognuno dei quali un qualche divinita si mostrava alla valle sotto. un tempio semplice, 9 piani che svettavano fuori dalla giungla. Le scimmie saltavano facendo ballare le cime degli alberi e il sacro fiume Ganga scorreva sotto, finalmente placato dopo la grande piena che aveva distrutto diversi ashram e le abitazioni di molti sadu.
La mano piccola e nera di quell'uomo appoggiata alla balaustra tocco quella di jonny per motrargli una montagna e dirgli il nome. I gesti erano il principale metodo di espressione spesso, anche se l'inglese era parlato da molte persone.
rishikesh, citta' dei santi, citta' di miracoli e di apprendimento, yoga, meditazione, depurazioni. gli incensi e i canti riempivano sempre le strade insieme a santi accattoni poco diversi dai vaneggiatori del pratello.
Citta' di turismo indiano e straniero. Compra, mangia, fuma, segui il corso, il solito carosello dello zoo dei turisti.

In quella piccola mano scura jonny vide la realta' di un presente non diverso da quell dei vecchi contadini dell'appennino bolognese.
Ognuno con la sua fatica, la sua gioia, la sua verita' e saggezza. Solamente diversa. Nessuna piu' importante dell'altra se fatta nel rispetto. La vera grande differenza era nella consapevolezza del proprio luogo, dell'interazione nella natura in cui si viveva.

Vide la valle del Ganga e capi un po di pii' dove era.

Si era in qualche modo poco importante ritrovato a rishikesh, famoso villaggio famoso per lo yoga e li senza mappa ne progetti aveva seguito le informazioni di gente che incontrava lungo la strada.
Aveva presto trovato buoni amici e decise che ri sarebbe rimasto fino che il flusso non l'avrebbe chiamato. una notte una dona lo fermo per la strada e in seguito gli presento' davanti un mazzo di carte.
-scegline una- gli disse
Jonny pesco la carta mentre il ganga infuriava nella notte vicino alla capanna di bambu dove stavano prendendo un te chiai.

pesco la carta e fu poco sorpreso da cio che vide. Era ciso che senza aspettare stava aspettando.
la carta diceva che qualcosa di molto simile stava per arrivare se era pronto a essere aperto a una nuova interpretazione dei rapporti.

Viaggiare ritorna un concetto strano nella mia mente, vorrei dire quasi sbagliato fatto in questo modo. Un aereo che ti precipta in un luogo dove ogni azione edistorta da una naturalita' a causa di una differenza culturale.
ma l'alterazione dei posti e' un fatto gia' accaduto a causa del colonialismo e del turismo. i risultati sono sempre stati pessimi. ora cerchiamo di rimediare, a volte in modi meravigliosi, ma la base parte da li'

viaggi troppo veloci o progetti da conquistadores.

da una casa sono nato e da li dovrei partire come pellegrino con le sole mie forze.
questo il modo che sento giust per il viaggio

ma rispetto quello che e' il cammino di ognuno e il mio quindi nato qua ora seguo questo flusso qua.
in completo abbandono.
e fin'ora e' uno spettacolo, eccetto l'attesa infezione intestinale con diarrea acuta tipica del benvenuto dell'india, finalmente superata.

Quindi avanti.

Poco prima di partire Jonny ebbe un ennesima sensazione spiacevole, e grazi all'essenziale supporto della saggia sorella decise per il piano B. il famoso piano B quello che ti dice di abbandonare i piani fatti a tavolino per adattarti a quello che ti porta la vita.
la vita e' sempre un piano B per quanto ci ostiniamo a cercare il piano A.

Vuoto lo zaino, saluto' rosso, butto 2 cose nella borsa e salto' sull'aereo con poco meno di niente.

Niente bici.

Pagina bianca.

3 commenti:

Brigid ha detto...

ueeeee gionniiiii-elia! allora B-come Bene!! capisco molto bene, adesso... Viaggiare è bello, ma non è come VIVERE un posto. é come conoscere una persona per una settimana o 20 anni. capisci, come capisci a pelle, ma non è la stessa cosa. forse alla nostra ormai veneranda età ;) abbiamo bisogno di vivere un posto.
Io sono molto dubbiosa qui, da un lato vorrei approfittare di essere dall'altra parte del mondo per vedere tutto (che già non si può), dall'altro non mi interessa se le strade mi portano in luoghi fuori dalla guida, e se non riesco a vedere le cose che vorrei... ma io sono un caso patologico... conto i giorni per ritornare alla Baruffa!! buon cammino, amigo, saluti dal Cile all'India.
P.S. suerte per il misterioso annuncio delle carte... ojalà...
smack
robb-ééérta

giardigno65 ha detto...

avanti tutta !

magda ha detto...

elia!!!
ho visto ora che sei partito per l'himalaya...amico, che il viaggio sia buono...un bacio e un abbraccio
maggie